Cenni storici

Cos'è il ragtime?

Scott Joplin
Scott Joplin
  1. Il ragtime racchiude non solo i "mezzi" rag ma anche diverse forme musicali come la rag-song e il dixieland. Tuttavia, nessun individuo conosce con sicurezza l'originale significato della parola ragtime; com'è stato detto, essa sembra provenire dalla frase ragged-time: ma emergono diversi possibili derivati. Per esempio, il termine to rag una volta significava "stuzzicare" e la musica crea proprio questa emozione, stuzzica l'ascoltatore. Essa è piena di sorprese, di inaspettati cambiamenti ritmici e armonici. Qualunque sia la sua origine, comunque, è ormai risaputo che dalla metà del 1890 la parola veniva riferita a un'ampia varietà di suoni che aveva questo elemento comune: il sincopato. Il sincopato -come già più volte affermato- è la continua sovrapposizione di un ritmo irregolare a un ritmo regolare. Nel piano-rag un ritmo regolare è sostenuto dalla mano sinistra che alterna una nota al basso con un accordo nel midrange. Ciò produce un accento grave sulle prime e terze battute del tempo. Mi spiego meglio. La mano sinistra sostiene il ritmo di 2/4 o di 4/4, mentre la mano destra svolge la melodia, eseguendo 8 note (o accordi) per ogni misura e accentando la prima, la quarta e la settima nota. A questo carattere essenzialmente ritmico e dinamico, si aggiunsero poi, con l'andare del tempo, influenze più tipicamente jazzistiche, come l'uso delle blue notes e un andamento maggiormente melodico. Il musicologo Ernest Borneman ritenne ciò di "evidente origine africana" mentre Gunther Schuller aveva sostenuto, in anni più recenti, che il ragtime è "un discendente diretto di forme di marcia"; sta di fatto che con tale metodo (corretto ovviamente a seconda della personalità dell'esecutore) nacque una musica per pianoforte estremamente elegante e che richiedeva strumentisti di grande virtuosimo. Sedici battute (anziché dodici come nel blues) divise in quattro tempi distinti: marcia in ritmo two-step, ripetizione di note che creano un sincopato le cui radici risiedono nella poliritmia delle origini. Esempi classici sono Frog Legs, composto da James Scott, un rag in 2/4 perfetto sotto l'aspetto della metrica che bandisce ogni malinconia, ogni senso tragico del blues per proporre al suo posto una situazione basata su una meccanicità gaia e razionale o, meglio ancora, il Perfect Rag di Morton, con la sinistra che segna il primo e il terzo tempo della battuta (anziché il secondo e il quarto del 2/4 jazzistico) creando un clima per l'ascoltatore assolutamente inconfondibile.
  2. (tratto da Ragtime, jazz & dintorni, di Gildo De Stefano)